giovedì 23 maggio 2013

L'abbazia ,la musica sacra nel medioevo



Il canto gregoriano è un genere musicale vocale, monodico e liturgico.
Venne elaborato in Occidente a partire dall' VIII secolo dall'incontro del canto romano antico con il canto gallicano nel contesto della rinascita carolingia. È cantato ancora oggi, non solo in ambito liturgico, e viene riconosciuto dalla Chiesa cattolica come "canto proprio della liturgia romana"[1].
Caratteristiche 
Il canto gregoriano è un canto liturgico, solitamente interpretato da un coro o da un solista chiamato cantore o spesso dallo stesso celebrante con la partecipazione di tutta l'assemblea liturgica.
È finalizzato a sostenere il testo liturgico in latino.
Deve essere cantato a cappella, cioè senza accompagnamento strumentale, poiché ogni armonizzazione, anche se discreta, altera la struttura di questa musica.
In effetti, si tratta di un canto monodico, è una musica cioè che esclude la simultaneità sonora di note diverse: ogni voce che lo esegue canta all'unisono.
Dal punto di vista del sistema melodico, il canto gregoriano è di tipo modale e diatonico. I cromatismi vi sono generalmente esclusi, così come le modulazioni e l'utilizzo della sensibile. Le diverse scale impiegate con i loro gradi ed i loro modi, sono chiamati modi ecclesiastici o scale modali o modi antichi, in opposizione alle scale utilizzate in seguito nella musica classica tonale.
Non è cadenzato, ma è assolutamente ritmico. Il suo ritmo è molto vario, contrariamente alla cadenza regolare della musica moderna. Il ritmo, che nel canto gregoriano riveste un ruolo complesso, oltrepassa le parole e la musica, sorpassando le due logiche. Nei passaggi salmodici o sillabici, il ritmo proviene principalmente dalle parole. Nei passaggi neumatici o melismatici, è la melodia che diventa preponderante. Queste due componenti sono costantemente presenti.
È una musica recitativa che predilige il testo in prosa, che prende origine dal testo sacro e che favorisce la meditazione e l'interiorizzazione delle parole cantate. Il canto gregoriano non è un elemento ornamentale o spettacolare che si aggiunge alla preghiera di una comunità orante, ma è parte integrante ed efficace della stessa lode ordinato al servizio ed alla comprensione della Parola di Dio. È questo il significato più profondo ed intimo di questo genere musicale.



 

giovedì 11 aprile 2013

Vatel






François Vatel, pseudonimo di Fritz Karl Watel (Parigi, 1631  Chantilly, 24 aprile 1671), è stato un cuoco francese. Nato a Parigi da famiglia di origini svizzere, a 15 anni iniziò l'apprendistato in una pasticceria-gastronomia di proprietà di Jehan Heverard, padrino di suo fratello. A 22 anni viene preso a servizio da Nicolas Fouquet, sovrintendente alle finanze del regno di Francia, durante la minorità di Luigi XIV.

                 

  Al servizio del Gran Condé


Temendo di essere arrestato insieme a Fouquet, François Vatel fuggì in Inghilterra, viaggiando poi anche nelle Fiandre. Egli fece ritorno in Francia quando, assieme agli altri domestici del palazzo, ebbe l'assicurazione del re che non sarebbe stato arrestato, ma anzi che sarebbe stato trasferito alla Reggia di Versailles e lì impiegato.
A corte, Vatel viene assunto da Luigi II di Borbone-Condé, principe di Condé, venendo assegnato al castello di Chantilly, in onore del quale rinominerà la crema di sua ideazione, nell'occasione della nomina del principe ad intendente generale del castello. Nel 1663 il Gran Condé lo nomina contrôleur général de la Bouche (controllore generale dei pasti) della sua corte personale, rendendolo responsabile dell'acquisto e della fornitura delle vivande per i sontuosi pranzi del principe.
Nel 1671, dopo diversi anni di attesa e di importanti lavori di restauro sul suo castello, il principe di Condé (caduto in disgrazia dopo il suo ruolo nella Fronda del 1652 che aveva tentat o di detronizzare Luigi XIV ancora bambino), si decise sull'orlo della bancarotta a riacquistare i favori del re. Per l'occasione venne organizzata una festa della durata di tre giorni e tre notti con tre sontuosi banchetti per ogni sera. Oltre a Luigi XIV, alla festa presero parte 3.000 membri della corte di Versailles e 600 tra cortigiani minori e servitori. La festa costò al principe 50.000 scudi ma gli valse il totale perdono del re oltre alla sua ammirazione per un così gradito omaggio.
Vatel organizzò tutta la festa in soli 15 giorni preparando menu elaborati e spettacolari per stupire la corte reale e ammaliarla con lo splendore di pietanze uniche.
La sua figura è stata rappresentata nel film biografico Vatel uscito nel 2000 per la regia di Roland Joffé, con Gérard Depardieu che interpreta il ruolo di Vatel.

giovedì 31 gennaio 2013

giovedì 24 gennaio 2013

Formula di Erone



In geometria, la formula di Erone afferma che l'area di un triangolo i cui lati abbiano lunghezze abc è data da:
S = \sqrt{p(p-a)(p-b)(p-c)}
dove p è il semiperimetro:
p= \frac{a+b+c}{2}
(vedi anche radice quadrata). La formula di Erone può anche essere scritta nella forma equivalente:
\mathrm{S}={\ \sqrt{(a+b+c)(-a+b+c)(a-b+c)(a+b-c)\,}\ \over 4}.
che ha il vantaggio di non richiedere p.




L’ESTRAZIONE DI RADICE

L’estrazione di radice è l’operazione inversa dell’elevamento a potenza; essa permette di trovare la base di una potenza quando si conosce l’esponente e il valore della potenza.

 i
√ X           = radicale


√     = radice          X = radicando             i = indice radice


Calcolare la radice di indice i di un numero  X detto radicando, significa trovare un numero che  elevato a esponente dà il radicando.

   2
√ 9           =  3           32   =   9

  3
√ 216        =  6          63  = 216


CALCOLA:
                                                        3                                      5
√ 121    = (11)   ;     √ 8     =  2  ;   1024     = 45

v  E’ facile calcolare la radice di numeri semplici. I numeri , la cui radice quadrata è esatta,
       (senza  virgola) si definiscono QUADRATI  PERFETTI.
       
       Un numero è un quadrato perfetto, se scomposto in fattori primi, questi hanno tutti
       esponenti pari.

16= 24    ;   4= 22 ;  256 = 28 ;    5625 = 32 .  5 ;    4356 = 22 . 32 . 112


PROPRIETA’ DELLE  RADICI

1-   La radice quadrata di una potenza con esponente pari è una potenza avente per base la
     stessa base e per esponente l’esponente dimezzato.

 √ 81 =   3= 3= 9 ;      √64 =   26 =  23

 

4356    =    22 . 32 . 112  =   2 . 3 . 11


2-   La radice quadrata di un prodotto  è uguale al prodotto delle radici quadrate dei singoli
Fattori.


√ a . b =   √ a     .  b


49 . 25   =  49    .  25   =       7 . 5 = 35


3-   La radice quadrata di un quoziente è uguale al quoziente delle radici quadrate di
dividendo  e divisore

 

√ a : b =   a     :  b

900 : 25   =   36  =  6   

900 : √25  =     30:5 = 6   


v    Le proprietà delle radici sono valide solo per potenze, prodotti e quozienti, non lo sono per somme e differenze.

 

 16 + 9 = 25  =  5   ≠  16      +√ 9   =    4+ 3 =7   


 

25 – 16  =   9   =  3   ≠  25   -  16   =   5 - 4 =1   

RADICE QUADRATA DI UNA FRAZIONE

v  La radice quadrata di una frazione, i cui termini sono quadrati perfetti, è una frazione avente per numeratore la radice quadrata del numeratore, per denominatore la radice quadrata del denominatore.

                                                                                                                        

               
      
v  La radice quadrata di una frazione i cui termini  non sono entrambi quadrati perfetti è uguale alla radice quadrata del quoziente ottenuta dalla divisione tra numeratore e denominatore ; il quoziente deve essere calcolato  con un numero di cifre decimali doppio di quell richiestdalla radice.

Musica Barocca




l termine musica barocca indica una categorizzazione della musica composta nel XVII secolo e nella prima metà del XVIII secolo, che la fa corrispondere alla diffusione del barocco nell'arte.
Probabilmente, il primo a utilizzare il termine barocco per indicare un particolare periodo della produzione artistica con caratteristiche omogenee fu Jacob Burckhardt nel suo Il Cicerone (1855), dove è intitolato Stile barocco un capitolo dedicato all'arte post-michelangiolesca, che ne rimarca gli aspetti di decadenza rispetto al Rinascimento; in seguito, Heinrich Wölfflin in Rinascimento e Barocco (1888) riprese il termine in senso positivo e propose anche di allargare il suo uso alla letteratura ed alla musica. Fu il musicologo Curt Sachs nel 1919 a riprendere le tesi di Wölfflin sull'arte barocca ed applicandole in maniera sistematica alla musica: egli vedeva in alcune caratteristiche specifiche dello stile musicale (ad esempio, l'uso dell'ornamentazione e della variazione della melodia, oppure la scrittura monodica con basso continuo) la trasposizione delle novità stilistiche della pittura.
Questo genere si sviluppa a fianco di composizioni che ancora rientrano completamente nell'orizzonte stilistico tardo-rinascimentale – a volte i due stili coesistono nell'ambito della produzione dello stesso compositore – pertanto non è possibile stabilire una data precisa di inizio del periodo barocco in musica così come, con analoghe considerazioni, non si può stabilire una data per la sua conclusione.
Il concetto di musica barocca è generalmente accettato ed utilizzato, ma rimane controverso: molti musicologi, fra cui Manfred Bukofzer nel saggio The music in the baroque era (1947), contestano questa definizione sostenendo, non senza buoni argomenti, che sia illogico unire sotto un'unica etichetta un secolo e mezzo di produzione ed evoluzione musicale che ha fatto della varietà e della differenza il proprio programma estetico.









CARATTERISTICHE

Così come le altre forme d'arte del periodo, la musica barocca era votata al desiderio di stupire e divertire l'ascoltatore: cambi repentini di tempo, passaggi di grande virtuosismo strumentale o vocale e l'uso del contrappunto e della fuga, sono gli elementi che più caratterizzano la produzione musicale di questo periodo, insieme ad uno sviluppato senso dell'improvvisazione.
L'utilizzo del termine barocco in campo musicale è piuttosto recente, ed è fatto risalire ad una pubblicazione del musicologo Curt Sachs del 1919.
Se il concetto di musica barocca è generalmente accettato ed utilizzato, diversi musicologi contestano questa definizione sostenendo che sia illogico unire sotto un'unica etichetta un secolo e mezzo di produzione ed evoluzione musicale che ha fatto della varietà e della differenza il proprio programma estetico.
Questa è, ad esempio, la tesi di Manfred Bukofzer, uno dei maggiori musicologi del Novecento, il quale, arriva a sostenere, nel saggioThe music in the baroque era (1947) che la Musica Barocca (intesa come uno stile unitario ed organico), non esista. È per questo motivo che Bukofzer suggerisce di evitare per quanto possibile l'espressione "musica barocca" e di adottare, invece, il criterio della distinzione tra i tre grandi stili che attraversano la musica occidentale tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento: lo stile concertante italiano, lo stile contrappuntistico tedesco e lo stile strumentale francese. Operando all'interno di questa grande tripartizione una ulteriore bipartizione: quella tra idioma strumentale e idioma vocale.
A prescindere da queste considerazioni, che effettivamente possono avere degli ottimi argomenti, il termine "musica barocca" è tuttora universalmente utilizzato ed accettato per definire lo stile musicale evolutosi dopo la musica rinascimentale e prima dello sviluppo dello stile Classico.